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Nome: Claudia
Mi identifico nella descrizione del mio segno zodiacale: "I Pesci sono persone molto sensibili ed emotive; talvolta possono essere influenzati dagli amici e dall'ambiente sia in modo positivo che negativo.
Poiché sono molto comprensivi, credono nella bontà del prossimo e sono predisposti alla dedizione e al sacrificio.
Non sono dei competitivi, preferiscono le attività artistiche, in quanto hanno un potenziale creativo molto elevato e sono molto intuitivi.
Sono vulnerabili, mancano di meccanismi di autodifesa e sono emotivamente instabili.
Per questo motivo hanno bisogno di essere circondati dalla bontà e dalla comprensione."
VedovaScalza in ma ché davero fra p...
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Giovedì ero ad un funerale.
Una zia.
Non ho avuto il coraggio di vederla, mentre tutti erano attorno a lei. Mia madre, mio padre e mia sorella sono entrate dentro la stanza.
Io no.
Sono rimasta fuori dalla porta, come bloccata.
Alcuni parenti mi guardavano e mi dicevano: "perché non entri? Vai a salutarla..."
Io sempre lì, invece, fuori dalla stanza, vicino all'entrata. Vedevo mio zio che guardava la moglie e le accarezzava il viso. Con una dolcezza infinita. Mi ha fatto così tanta tenerezza che mi son subito commossa.
A vedere poi i figli, i miei cugini e cugine, distrutti dal dolore mi si stringeva il cuore.
Provavo dolore anche io, quasi fisico. Un groppo alla gola. Come quando cerchi di trattenere qualcosa ma è troppo difficile e alla fine rischi di scoppiare tutto d'un tratto.
Mi son messa da una parte.
Osservavo.
Arrivavano persone di continuo, come ad una processione.
Chi bisbigliava, chi si guardava intorno per capire chi fossero i parenti ai quali poter fare le condoglianze, chi stava con i bimbi, cercando di farli stare sereni, intrattenendoli in qualche modo, visto che alcuni erano davvero piccini.
Io sempre lì.
Aspettavo il momento giusto.
Mi son fatta coraggio e mi sono avvicinata ad ognuno dei miei cugini. A mio zio.
Li ho abbracciati.
Ma cosa si può dire in questi casi? Niente. Importa solo che tu ci sia. E' importante stare vicino alle persone nei momenti di dolore e sofferenza. Non serve altro. Io poi, non riuscirei a fare altro...
...mi sento solo tanto impotente.
Stamattina, mentre l'uomo di casa faceva la passeggiata mattutina, incontra una signora che spesso vede lungo quella strada di campagna. Lei gli domanda se avesse visto il suo cane, un dalmata, è una settimana che è via di casa ed è preoccupata. L'uomo di casa non lo ha visto.
Si salutano.
Mentre rientra a casa, camminando lungo l'altro lato della strada, vede il cane in cunetta...
Rientra a casa e mi racconta tutto.
Bisogna avvertire la signora e già ci viene il magone.
Dopo un po' di tempo ci avviamo in auto verso la zona dove presumiamo abiti la signora, per cercare di trovarla e avvertirla.
La ricerca dura poco perché la incontriamo proprio all'inizio della strada.
E' in auto.
La fermiamo e l'uomo di casa le dice che ha visto un cane su un tratto di strada, in cunetta e quando lei chiede che cane sia, lui con le braccia aperte le dice che è un dalmata.
Lei si commuove e la voce inizia a tremare.
Ci segue e la portiamo dal cane.
Sembra che stia dormendo.
Lei lo accarezza e piange.
Dice che rincorreva una cagnetta e probabilmente si è allontanato per quello. Aveva dodici anni e per lei il non mangiare per tutta la settimana e il fatto di camminare tanto lo ha distrutto fisicamente, ed essendo vecchio, non ha retto. Non crede lo abbiano investito.
Io, perché so che forse questa cosa la fa stare meglio, dico che probabilmente ha ragione. Anche secondo me non è stato investito.
Ci ringrazia per averla cercata. Le diciamo se vuole che la aiutiamo a portarlo a casa e lei dice che chiamerà il marito e lo faranno insieme. Erano tanto affezionati a quel cane.
Lei singhiozza e parla con difficoltà.
Ci salutiamo.
Entriamo in auto.
Io piango e mi giro da lui dicendo che sono la solita emotiva.
Ma stavolta, ha le lacrime anche lui.
Rientriamo a casa in silenzio e con gli occhi lucidi.
E' strano, durante la giornata sto pensando tanto a quel povero cane e a quella signora, che sarà tanto triste oggi.
Li odio perché spesso ne sono vittima e spesso rendono i rapporti con gli altri difficoltosi.
Voler dire delle cose e non riuscire a dirle.
Tacere quando invece servirebbe una spiegazione, un chiarimento. Invece no.
In quel momento non esce nulla. Ci si sente pure scemi. Io almeno a volte così mi sento.
Quei silenzi però possono essere interpretati nel modo sbagliato o quella cosa non detta può ferire qualcuno.
Situazioni di disagio.
Circostanze dove spaventa il confronto faccia a faccia. Intimorisce, imbarazza.
Si sceglie il silenzio.
Sbagliando.
Non è cattiveria, menefreghismo, cinismo.
E' proprio paura di dire cose sbagliate o il non riuscire ad esprimere al meglio ciò che si ha dentro.
Ed è davvero una gran brutta cosa.
Io ci devo lavorare ancora tanto.
Perché odio non riuscire ad esprimermi a parole come vorrei, come invece faccio senza difficoltà con la scrittura.
Succede anche a voi?
Al lavoro.
Arriva una cliente senza appuntamento.
Vuole farsi la ceretta, poca roba, mezza gamba.
Io ho un buco prima che arrivi la prossima cliente.
In verità mi pregustavo una sigaretta e un bel bicchiere di thè freddo al limone standomene bella spaparanzata sul divano sotto al gazebo in giardino, ma...
Vado dalla cliente.
Rimango sconvolta.
E' stata al mare e si è ustionata in una maniera a dir poco impressionante!
Le dico che non è il caso di fare la ceretta in quelle condizioni.
Lei dice che la deve fare assolutamente.
Andiamo in cabina.
Ha le gambe rossissime.
Le ripeto che non è saggio farsi la cera in quelle condizioni, che si sentirà bruciare ecc...
Non gliene frega nulla.
Procedo.
La cospargo di borotalco.
Metto lo scaldacera al minimo, poi lo spengo proprio. Faccio raffreddare tanto prima di passarla sulla gamba; appena la stendo lei mi guarda come a dire: cazzo, avevi ragione...
(Cazzi tuoi bella mia! Ti avevo avvertito no? Mah!)
Lei mi guarda e mi dice : "no, vai pure, tranquilla, resisto, non c'è problema..."
Le stendo la cera che ha una consistenza ormai collosissima, densa, tanto si è raffreddata e lei la sente sempre un po' calda...
(Te lo avevo detto cara mia...)
L'amica, che è entrata in cabina con noi per assistere allo squoiamento ride come una matta...
(Ma che te ridi; l'amica tua soffre e tu te la ridi? Mah!)
Insomma.
Siamo riuscite nell'impresa.
Quale?
Farle la cera lasciandole la pelle attaccata addosso! per com'era messa credevo mi rimanesse la pelle attaccata alle strisce...
Le faccio un bel massaggio con olio lenitivo e le passo il ghiaccio; la parte del ghiaccio vedo che le da parecchio sollievo.
Vedo anche che il ghiaccio si è sciolto ad una velocità supersonica, certo, era come passarlo sopra una stufa, in effetti...
Va via felice.
Io meno perchè non mi ha dato retta e non sa quanto ha fatto male alla sua pelle.
E anche perchè non ho fumato la mia sigaretta e bevuto il mio thè.
Ecco.
perchè un mio amico sta vivendo un brutto momento, tanto triste.
Ed io sto in silenzio.
E dedico questo post a lui.
Un bacio immenso.