libera la mente

Eccomi

Utente: Pinkland
Nome: Claudia
Mi identifico nella descrizione del mio segno zodiacale: "I Pesci sono persone molto sensibili ed emotive; talvolta possono essere influenzati dagli amici e dall'ambiente sia in modo positivo che negativo. Poiché sono molto comprensivi, credono nella bontà del prossimo e sono predisposti alla dedizione e al sacrificio. Non sono dei competitivi, preferiscono le attività artistiche, in quanto hanno un potenziale creativo molto elevato e sono molto intuitivi. Sono vulnerabili, mancano di meccanismi di autodifesa e sono emotivamente instabili. Per questo motivo hanno bisogno di essere circondati dalla bontà e dalla comprensione."

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mercoledì, 30 aprile 2008
Un cliente particolare...


...ed io lo temo...
perchè tornerà, lo so!

Lo scorso anno la titolare mi disse: Clodìn (mi chiama così, o Claudié, Clà, Claud...) guardi che più tardi le ho messo il sig. Sbarabaus (mica posso dire il nome...che tralaltro, nemmeno ricordo) per un massaggio...mi raccomando, me lo tratti bene che è un cliente speciale...

Beh, ci mancherebbe altro, io tratto bene tutti, senza distinzione.

Ad ogni modo lui arriva, è un tipo anzianotto, distinto, con la testa per aria...pare, perchè sembra non ascoltare una parola di ciò che gli si dice.

La cabina è pronta e gentilmente lo accompagno.
Clà: "Prego, si può accomodare qui, io arrivo subito"
Lui guarda dentro e mi dice: "io lo faccio sempre sul letto a terra il massaggio..."
Ehmm.
Clà: "Lei parla del massaggio Tai, che io non faccio. Lo fanno le massaggiatrici tailandesi, che però arriveranno fra qualche settimana. Probabilmente c'è stato un fraintendimento. Vado a chiamare la titolare"
Clà: "Il cliente vuole il massaggio Tai..."
Tito (lare): ride come una matta e mi dice: "venga con me..."
Andiamo dal cliente che continua a guardarsi intorno come se aspettasse l'arrivo di una catastrofe.
Tito: "ma signor Sbarabaus, la vede la Claudia? Le pare mica una tailandese?"
Sbara: "si, vedo, e non lo può fare comunque a terra? sa, a me piace così, poi lo volevo di due ore il massggio..."

Io inizio a sudare freddo!

Tito: "no signor Sbarabaus, Claudia non fa il massaggio Tai..." Cosa vuole fare quindi?

Sbara: "va bene, facciamo questo massaggio con la Claudia"

Ossignore!
Paura!
E' matto!
Che sfiga, ma perchè a me?

Si ricomincia.
Lo faccio accomodare in cabina.
Ritorno e trovo il signore che vaga in giro, cercando non so cosa.
Chiedo se ci sia qualcosa che non va e distrattamente mi dice che cerca un posto dove posare tutte le sue cose...
Gli faccio vedere dove, in cabina, può posare i tre portafogli (sì, proprio tre!), chiave dell'auto, agenda, orologio, catenine varie ecc...
Lui continua a girarsi intorno ed io già penso che m'è toccato proprio quello matto ed invidio tanto la mia collega che nel frattempo massaggia una signora tanto simpatica e...tanto normale!
Alla fine si arrende, chiudo la tenda. Bene!

Attendo qualche minuto ancora perchè sento che sta facendo un casino boia lì dentro.
Appena tutto tace, entro...

Ommiodio!
Il signor Sbarabaus è tutto ignudo!
Posizione prona.

Imbarazzo totale.
Perchè diavolo non ha indossato lo slip?
Era lì, sopra il lettino...non può non averlo visto!

Non so che fare.
Chiedo: "non andava bene lo slip signor Sbarabaus?"
Sbara: "io non li indosso mai...mi danno fastidio...

Ah, ma bene!

Sbara: "ma devo indossarlo davvero?"

Clà: "beh, sì, dovrebbe, anche per una questione igienica...sa, usando i prodotti..."

Tutto tace...silenzio imbarazzante...

Lui non fa una piega, non si muove.
Non faccio una piega nemmeno io, a sto punto.
Eccheccazzo! Non mi lascio imbarazzare certo da lui!

Prendo l'asciugamano e dico al signor Sbarabaus-nudo-come-mamma-l'ha-fatto che si deve girare e mettersi in posizione supina, perchè il massaggio lo inizio in quella posizione.
E con l'asciugamano copro le sue vergogne.

Tutto bene.
Lui tranquillo.
Io pure.

Finito il tutto, lo lascio in cabina e vado dalla Tito...
Clà: " scusi ma il signore non ha voluto indossare gli slip...ed io presa alla sprovvista, non ho saputo cosa fare...che dovevo fare?"
Tito, dopo un'altra risata: "guardi, è un cliente un po' particolare, viene qui da anni, pensi che fosse per lui starebbe sotto massaggio anche per tre ore di fila... ad ogni modo doveva farglielo indossare lo slip, noi lavoriamo così, lo sa. La prossima volta glielo dica oppure chiami pure me.

Sbarabaus va via, vestito e, pare, contento.
Prima di andar via mi chiama per darmi la mancia di persona.

Massì dai, lo perdono...

Ma spero che capiti alla mia collega quando tornerà, così, stavolta, le due risate me le farò io!

Postato da: Pinkland a 01:39 | link | commenti (10) |
ricordi, lavoro, bizzarro

martedì, 29 aprile 2008
Fumo


fumo

Ho smesso.
No.
Non di fumare.
Ho smesso di farmi le sigarette con il tabacco.
Sono ritornata al caro e vecchio pacchetto.
L'idea del tabacco era buona.
Ormai in casa esistevano solamente il tabacco, le cartine e i filtrini.
Avevamo comprato anche la macchinetta per farle; poi s'è sfasciata la macchinetta, presa una seconda...e una terza...e una quarta...e BASTA!
Ma alla fine, la macchinetta non era il massimo perchè pressava troppo il tabacco e per aspirarle mi rientravano le guance in dentro tanto da sembrare un pesce e non era molto carina come immagine...

Si ritorna a farle a mano.
Il problema è che io non ci riesco.
Quando ero sola in casa era un dramma.
Mai che uscissero dritte, mi uscivano scampanate, come una canna.
Mi ero così abituata a farle da schifo che non ci facevo nemmeno più caso.

Salvo accorgermi degli sguardi straniti della gente quando, per strada, mi vedevano con questo obrobrio dalla forma sospetta...
Credo che ancora oggi i vicini mi credano una sballona  visto che più volte mi hanno vista uscire di casa con in bocca quella pseudo-sigaretta-cannone-sgrauso fumandola con la disinvoltura di una bimba che lecca il suo gelato alla fragola.
Poi quando uscivo in giro e me ne preparavo un po da portarmi dietro e capitava di offrirne ero sempre in imbarazzo perchè pensavo: ma chè gli farà schifo se pensano al fatto che ci sono li sopra i miei bacilli, visto che per chiuderla devo andarci di lingua? Ora che ci penso, capitava spesso il "giro fortunato", dove tutti dicevano: no, grazie, ho le mie.  -.-'

Ora mi sono stufata!
Non ho voglia di combatterci più.
Ho capito che non imparerò mai a farle.
La mia infinita pazienza non è utile in questa difficile operazione, e io mi applico eh.

Addio tabacco.

Ritorno alle origini.


Postato da: Pinkland a 02:56 | link | commenti (9) |
pensieri, scemenze, fumo, me

lunedì, 28 aprile 2008
Chi se la ricordava più!


Chi più o meno è della mia stessa generazione non può non conoscerla!
Quanto mi piaceva questa canzone, è stato un tormentone.
Lei con questa vocina dolce.
Bella.

Che tuffo nel passato!

Postato da: Pinkland a 01:10 | link | commenti (8) |
musica, ricordi, adolescenza

domenica, 27 aprile 2008
Cronaca di una giornata "contadina"


Stivaloni al ginocchio... quelli che fanno così poco respirare che quando li togli, dopo aver ripreso un poco fiato, i piedi riprendono vita e ringraziano di cuore...
Tenuta agro-pastorale che nel mio caso consisteva di jeans strappati e maglia con qualche strass (embè? non la posso usare? uff, fatevi gli affari vostri...) e camicia a quadretti stile Madonna...
Voglia zero.
Stanchezza tanta.
Ci siamo messi all'opera, io e l'uomo di casa.

Tagliare l'erba: lui
Sistemare le piante di arance: lui
Tagliare rami secchi: lui

Mettere la provvista di grano e l'acqua per il galletto: io
Mettere anche grano sparso ovunque per gli uccellini così son contenti: io
Mettere grano in prossimità dei formicai: io
Osservare in quanto tempo le formiche fanno piazza pulita: io

Raccogliere tutte le arance rimaste sugli alberi: io...poi anche lui
Raccogliere limoni: io
Mangiare le arance appena raccolte sbrodolandosi addosso: io

L'uomo di casa ha le vesciche alle mani, i pantaloni strappati e graffi un po' ovunque
(non miei eh)...
ha inoltre rischiato di cadere due volte dalla scala, che io reggevo, mentre raccoglieva le arance, perchè io nel frattempo schivavo le api che mi ronzavano vicino e allontanavo le formiche che credevano che le mie braccia fossero propagazioni dei rami, e ogni tanto scappavo via, lasciandolo lì, in bilico!

Insomma, tutto questo può sembrare roba da poco, se non ci fosse il piccolo particolare che abbiamo dovuto fare sei ore di auto... per fare i campagnoli!

Che volete farci? Il richiamo della natura...

E' stata una giornata stancante ma piacevole, tranquilla, senza stress.

Ho ancora impresso l'odore dei fiori d'arancio (che ho scoperto si chiamano zagare)

Postato da: Pinkland a 23:27 | link | commenti (4) |
racconto, cose di casa, me

Proverbi sardi



Sa domo est minore, su coro est mannu

Traduzione:
La casa è piccola, il cuore è grande

Significato:
Si dice per mettere in evidenza l'ospitalità dei sardi


Sos homines sunt che i sos puzones

Traduzione:
Gli uomini sono come gli uccelli
Significato:
Se stanno insieme si beccano, se stanno lontani si cercano

Su soddu minore umpit sa buscia
Traduzione:
Il soldo piccolo riempie la borsa

Significato:
Gli obiettivi si raggiungono passo dopo passo

Postato da: Pinkland a 00:48 | link | commenti (6) |
cose di casa, belle parole, sardo è bello